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Adolescenti e pornografia

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Inizio dicendo che questo non vuole essere un articolo moralista e bigotto, anche perche’ chi scrive e’ cresciuto con i film di Edwige Fenech e Lino Banfi e ne rivendica con forza la funzione educativa e conoscitiva. Questo articolo va semplicemente visto come un piccolo tentativo di analisi, il piu’ oggettivo possibile, della pornografia attuale, degli eventuali rischi e pericoli ad essa connessi e delle possibili ricadute negative sulla coppia, sulla famiglia e sulla societa’ che essa comporta.

Negli anni 70 e 80, l’adolescente medio si eccitava e sfogava le proprie pulsioni sessuali perlopiu’ attraverso le commedie all’Italiana, la sua massima ambizione era la sfuggevole visione di un ciuffo di pelo, e la visione di immagini pornografiche esplicite era considerata tabu’, roba per anziani e pervertiti e richiedeva tralaltro il superamento di ostacoli immani quali il confronto con l’occhio giudicante del giornalaio o della cassiera del cinema, che spesso scoraggiavano il neofita dallo spingere troppo oltre la propria curiosita’.

Oggi internet ha consentito al porno una diffusione massiva, indiscriminata, incontrollata, trasformandolo in un businness da 265 milioni di dollari al giorno. Uomini e donne, giovani e vecchi, adulti e bambini possono ora fruire, nel tranquillo anonimato di casa propria, di tonnellate di porno a portata di click; e molti, effettivamente, ne fruiscono, anche in maniera smodata e compulsiva, fino a diventarne dipendenti. Fruitori principali sono gli adolescenti.
Come riportato nell’articolo “How Pornography Drugs & Changes Your Brain” di Donald L. Hilton, qualche anno fa, un neurochirurgo ha spiegato gli effetti dovuti all’impatto della pornografia sul cervello umano, e sulla societa’ facendo rivelazioni sorprendenti.
Innanzitutto la visione regolare di pornografia riduce drasticamente la capacita’ di produrre dopamina del cervello (l’ormone della soddisfazione). L’individuo deve allora agire secondo la dipendenza, ossia aumentando la dose di dopamina fino a livelli sufficienti per sentirsi normale. Poiché avviene una desensibilizzazione dei circuiti di ricompensa, stimoli più forti e ancora più forti sono necessari per aumentare le dosi di dopamina.
Siccome il mondo del porno non ragiona su basi etiche ma attraverso logiche di business, ad una richiesta di immagini sempre piu’ forti, corrisponde una pericolosissima offerta di immagini sempre piu’ forti, al punto che oggi, qualunque barriera e tabu’ sono stati abbattuti: scene di incesto, stupro, pedofilia, zoofilia, coprofagia fino ad arrivare alla turpitudine suprema dell’omicidio proprio degli snuff movies, anche a causa dei quali, solo nel Sud est Asiatico, spariscono 800.000 bambini ogni anno, sono disponibili su internet.
In nome del profitto, si immolano protagonisti e fruitori.
Dalla capostipite Linda Lovelace a John Holmes, fino alla nostra Moana, l’elenco delle morti premature nel mondo a luci rosse per suicidio o abuso di sostanze stupefacenti o analgesici è molto lungo, questo senza considerare le morti per AIDS, le situazioni di invalidita’ permanenti a causa, ad esempio, di prolassi vaginali e anali da trauma e il fatto che Il 66% dei protagonisti del porno ha contratto l’Herpes o altre malattie non curabili nel corso della loro carriera.
Sull’altare dell’hard si sacrificano migliaia di adolescenti o giovani adulti che scelgono di autodistruggersi in cambio di un po’ di fama e qualche dollaro, quando non sono costretti a salire in giostra da organizzazioni criminali piu’ o meno strutturate o da vicende personali problematiche. La percentuale di ragazze con una storia di abusi e violenze sessuali che trovano nel porno un’industria pronta a sfruttarle, aggravando cinicamente il loro problema, ad esempio, e’ molto elevato.
Ma se il porno distrugge chi lo fa, non risparmia assolutamente chi lo utilizza, principalmente, come detto, adolescenti, dagli 11 ai 17 anni, in tutto undici milioni di teenagers, cui si aggiungono, naturalmente, le altre fasce di popolazione in maniera omogenea.
I danni relativi alla fruizione regolare di pornografia riguardano, oltre alla dopamina i lobi frontali del cervello, che possono rimpicciolirsi. Questo rende, tra l’altro, complicata l’uscita dalla dipendenza dal momento che l’atrofizzazione dei lobi frontali compromette le capacita’ di giudizio e di decision making.. Questa condizione si chiama ipofrontalita’ e accomuna persone dipendenti e pazienti con danno cerebrale frontale. Caratteristiche tipiche sono l’impulsivita’, l’irresponsabilita’, la ridotta capacita’ di valutazione delle conseguenze delle proprie azioni e la compulsivita’, per cui oggetti o comportamenti, devono essere ottenuti o agiti per forza, a qualunque costo. Altre caratteristiche sono la fragilita’ e l’instabilita’ emotiva e gli sbalzi repentini e apparentemente immotivati di umore. Uno studio pubblicato nel 2007 ha mostrato atrofizzazioni dei lobi frontali quasi identiche tra dipendenti da cocaina, metanfetamina e pornografia.
La pornografia, inoltre «resetta» i circuiti neurali rendendo la dipendenza da porno un comportamento supercompulsivo che a detta di molti e’ il piu’ duro da vincere tra tutti i comportamenti coatti, ancor piu’ della tossicodipendenza che, anche se potente, è più passiva e meno omnipervadente
Oltre all’ipofrontalità corticale e alla compromissione della produzione endogena di dopamina, anche la produzione endogena di ossitocina e vasopressina, due importanti ormoni del cervello coinvolti nella sessualita’ ma anche nella capacita’ di fidarsi, affidarsi ed amare, viene danneggiata dalla pornografia. Pare che chi si masturba regolarmente con l’ausilio di pornografia rischi di compromettere, nel tempo, la propria capacità di amare diventando progressivamente incapace di rapporti di amicizia profonda, presa in carico, cura e amore. La sessualita’ diviene un’attivita’ fine a se stessa, slegata da ogni affettivita’ e colorata, spesso, di aggressivita’ e, a volte, violenza. Molti sviluppano una sorta di personalita’ sommersa egocentrica e amorale che spesso cozza dolorosamente con il sistema di valori del soggetto stesso e con le condizioni necessarie ad una vita di coppia felice. «L‘impotenza da porno» per la quale l’uomo preferisce la masturbazione solitaria davanti al monitor al rapporto fisico con la partner è poi un fenomeno sempre piu’ frequente che puo’ condurre anche alla distruzione del legame sentimentale.
L’American Academy of Matrimonial Lawyers nel 2003 ha rivelato che il 58% dei loro divorzi erano la risultante di un’eccessiva fruizione di pornografia da parte di uno dei coniugi.
Qualcuno ha addirittura, ipotizzato che esista una correlazione tra diffusione indiscriminata della pornografia e crollo della natalita’ nei paesi industrializzati, sebbene il declino demografico sia sicuramente un fenomeno multi-fattoriale.
Va poi registrato un calo della produttivita’ da parte dell’individuo pornodipendente, una diminuita capacita’ di mantenere impegni e rispettare orari che si traduce, a volte, in una compromissione dei risultati scolastici negli adolescenti o nella perdita di lavoro negli adulti, ed una pericolosa tendenza acquisita, a considerare le persone non piu’ come fini, ma alla stregua di meri oggetti sessuali esclusivamente utili alla soddisfazione dei propri bisogni.
L’offerta di immagini sempre piu’ estreme, sempre piu’ scioccanti, inoltre, puo’ portare a sviluppare nell’individuo fantasie violente che, se agite, possono tradursi in episodi di stupro individuale o di gruppo, ma anche, in casi estremi, di femminicidio, dal momento che la modalita’ sessuale piu’ gettonata su internet, al momento, e’ quella che vede un uomo o piu’ uomini impegnati in attivita’ piu’ o meno abusanti su una donna. A dire il vero, pero’, la visione di sesso aggressivo, potrebbe anche, in alcuni casi, risultare una valida valvola di sfogo per le devianze e non influire, di fatto sulla crescita nel numero assoluto di questi episodi, ma anzi agire nella direzione della loro diminuzione. Su questo esistono ricerche dai risultati contrastanti.
Un articolo pubblicato sul Journal of Family Violence, nel 2009, comunque, ha rivelato che l’85% degli uomini arrestati per pornografia infantile ha anche abusato fisicamente di minori e comunque non c’e’ dubbio che la fruizione di immagini scioccanti da parte di un individuo, ne influenzi notevolmente e negativamente, almeno, l’ideazione ed il mondo fantastico.
Questi sono solo alcuni dei danni e dei pericoli legati alla produzione e al consumo di pornografia. Alla luce di queste considerazioni, credo che una sua limitazione e regolamentazione siano misure quantomai necessarie e urgenti, non per moralismo o per questioni religiose legate al senso di colpa, ma allo scopo di recuperare una sessualita’ sana, pregna di affettivita’ e vissuta pienamente in prima persona e di tutelare e proteggere i nostri figli e il loro sviluppo psicosessuale ma anche noi stessi e chi ci e’ accanto.

Dr. Andrea Tosatto
Psicologo Clinico
Synergy Integrated Medical Centre (Dubai)

 

 

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