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Annamaria, Romeo e Giuseppe uccisi dalla vergogna della povertà

morteLa morte di Romeo, Annamaria e Giuseppe pesa sui nostri cuori.

Potevamo fare qualcosa per evitare tutto questo?

Com’ è possibile non accorgersi che la solitudine e la mancanza di speranza sono nostri vicini di casa?

Le nostre comunità diventano deserto. Chiudono i negozi, le aziende, una dopo l’altra si spengono le luci sulle nostre strade. Si muore soli dentro casa, privati di tutto,illuminati dalla luce azzurra della Tv accesa.

Ieri non è stato il giorno della rabbia. Ieri il cuore dolente dell’Italia batteva a Civitanova Marche, piangeva la morte di Annamaria, Romeo e Giuseppe uccisi dalla vergogna della povertà: domani sarà altrove a piangere. A Termini Imerese, a Pavia, a Frascati. Dovunque la vergogna della povertà busserà alla porta di una famiglia. Ieri avevamo il dovere di ascoltare. Di guardarci dentro e chiederci se Annamaria, Romeo e Giuseppe siamo anche noi, i nostri vicini di casa, i nostri familiari.

Un tempo l’Italia era un paese povero. Povero ma dignitoso, di una povertà che sapeva di lavoro sudato, di sacrifici, di sogni da raggiungere. Non ci si vergognava di essere poveri.

Anna e Romeo non volevano aiuto dallo Stato, non chiedevano l’intervento dei servizi sociali, l’elemosina assistenzialista e ipocrita di uno Stato che li costringe alla fame e gli propone la carità. Si sono uccisi per la vergogna di essere poveri. Volevano vivere, non sopravvivere.

Sono loro il paese reale, fuori dai talk show, dal gossip politico, dalle misere beghe della cronaca. Siamo noi. Ascoltiamoli.

Come amministratori, come parlamentari, come lavoratori, ma soprattutto come cittadini, come esseri umani.

 

Roberta Lombardi – Camera dei Deputati M5S

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