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Maurizio Buccarella M5S risponde su emendamento reato di clandestinità “Facciamo chiarezza”

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Maurizio Buccarella M5S risponde su emendamento reato di clandestinità “Facciamo chiarezza”

Non c’è che dire, la notizia dell’emendamento presentato ed approvato in Senato dei due Senatori 5 stelle Buccarella e Cioffi ed il relativo post di Beppe Grillo e Casaleggio ( reato di clandestinità ) hanno creato un gran clamore mediatico. Avevo notato il silenzio del cittadino Senatore Maurizio Buccarella in merito che però adesso ha interrotto scrivendo ciò che ne pensa e spiegando i motivi e l’iter del “famoso” emendamento. Queste le sue parole:

Sull’emendamento abrogativo del reato di clandestinità – Facciamo chiarezza

” A distanza di pochi giorni dall’esplosione mediatica del caso dell’emendamento abrogativo dell’art. 10 bis D.Lgs. 286/98 approvato dalla Commissione Giustizia del Senato ed a firma mia e del collega Andrea Cioffi, è opportuno chiarire alcuni punti, prima che il dibattito assuma toni talvolta deliranti in Rete e sui media tradizionali.

 

Vorrete perdonare la lunghezza della nota, ma in pochi giorni di meditato silenzio sono molte le cose che si sono accumulate e che meritano, nell’interesse di tutti, di essere spiegate, almeno da parte mia.

 

PREMESSA

Sono un avvocato che conosce direttamente ed in concreto la norma in questione perchè più volte sono stato nominato difensore d’ufficio nei procedimenti penali incardinati presso gli uffici del Giudice di Pace del Salento dove sono avvenuti sbarchi di cittadini extracomunitari nei mesi ed anni passati.

Ormai è noto ai più che la norma in questione è stata introdotta nel 2009 nel Testo Unico sull’Immigrazione (cd. legge Bossi-Fini del 2002 che a sua volta ha modificato il precedente ed originario decreto legislativo del 1998, cd. Turco-Napolitano) con il cd. primo “pacchetto sicurezza” fatto approvare dall’allora Ministro dell’Interno Maroni che prevedeva in origine anche una pena detentiva da 1 a 4 anni di reclusione per il solo ingresso illegale nel territorio italiano e un’aggravante specifica per ogni reato se commesso da un extracomunitario.

La Corte Costituzionale (2010) prima e la Corte di Giustizia dell’UE poi, hanno frattanto cancellato l’aggravante (il semplice “status” amministrativo di straniero irregolare non può costituire da solo elemento di maggior sanzione, in assenza di fatti materiali di reato) e la pena detentiva.

La norma di cui stiamo parlando prevede quindi, oggi, una sanzione  pecuniaria (di tipo penale) da 5.000 a 10.000 euro per il cittadino extracomunitario che senza la documentazione richiesta semplicemente mette un piede sul territorio italiano.

Come accennato sopra, nel corso degli anni ho potuto saggiare svariate volte, da modesto operatore del Diritto, la portata concreta della norma nelle aule giudiziarie dove essa “vive” e quindi posso dire di poter esprimere una valutazione in virtù di esperienza professionale diretta e con cognizione (è il caso di dirlo…) di causa.

 

SUL MERITO DELLA NORMA (ART. 10 BIS D.LGS. 286/98)

Dalla mia esperienza personale diretta posso dire che la norma in questione è:

A) INUTILE; centinaia di procedimenti penali incardinati presso Procure della Repubblica ed uffici di Giudice di Pace si concludono, a distanza di mesi o anni, con una sentenza di condanna al pagamento di un’ammenda solitamente dell’importo minimo edittale di € 5.000,00 nei confronti di persone che spesso neanche sanno o capiscono cosa succede e che non sono minimamente scoraggiati dall’affrontare viaggi che spesso mettono a repentaglio la loro stessa vita. Non c’è quindi alcun effetto deterrente concreto, come ormai appare chiaro a chi in questi giorni è informato dal dibattito mediatico per i fatti tragici di Lampedusa.

Gli stranieri sorpresi in mare o appena sbarcati non sono neanche a conoscenza della norma punitiva, non possono neanche comprendere se e perchè sono processati, essendo per lo più nullatenenti disperati, sono inoltre assolutamente indifferenti alla sanzione cui possono essere condannati perchè le sentenze sono in concreto  INESEGUIBILI.

 

La norma che si vorrebbe abrogare, in altre parole, non raggiunge gli scopi dichiarati (demagogicamente) di scoraggiare l’arrivo di “clandestini”, quindi è oggettivamente, incontestabilmente ed in senso letterale, inutile.

Prima di proseguire, è bene rileggere ad alta voce almeno 5 volte il paragrafo precedente per fissarlo bene in testa come premessa per ogni considerazione sul punto.

L’art. 10 bis NON SERVE AD ESPELLERE NESSUNO.

L’unica utilità dell’art. 10 bis è quella demagogica di chi l’ha introdotta e la vuole difendere, per cui “l’Italia così combatte l’immigrazione clandestina”, “così li possiamo espellere per evitare l’invasione” etc.

Val la pena ricordare insomma che, anche in caso di approvazione definitiva della proposta abrogativa dell’art. 10 bis, il resto della legge cd. Bossi-Fini rimane intatta in tutte le sue (pur talvolta assurde, ipocrite, irrazionali ed inefficienti) disposizioni relative ai permessi di soggiorno, decreti flussi, espulsioni, respingimenti, etc.

 

B) DANNOSA PERCHE’ COSTOSA; le centinaia di procedimenti penali interessano ed occupano il personale e le risorse di Procure della Repubblica, Commissariati e Forze dell’Ordine, Giudici di Pace e spesso Tribunali (per appelli). Una volta fermato in mare (acque territoriali) o sulla terraferma, l’extracomunitario senza documentazione viene fermato e condotto nei CIE (e successivamente nei CARA, se richiedente asilo) ed anche quando si rende irreperibile, allontanandosi dai centri, diviene oggetto di processo penale con il coinvolgimento (pagato con le tasche dei cittadini) di traduttori, poliziotti, cancellieri, poliziotti, carabinieri, finanzieri, pubblici ministeri ed avvocati d’ufficio, udienze, verbali, notifiche e tutto quello che chi non frequenta cancellerie ed aule giudiziarie non può neanche immaginare. Gli agenti che hanno provveduto al fermo sono chiamati a testimoniare in udienza obbligatoriamente sulle modalità di rintracciamento dell’extracomunitario, a distanza di mesi dai fatti, quando magari sono stati frattanto trasferiti in altra sede operativa, con disagi e costi notevoli per la collettività.

Nel corso dei giudizi molti imputati diventano richiedenti asilo o si rendono irreperibili e le loro posizioni sono stralciate con duplicazione di fascicoli e difficili ricostruzioni delle posizioni processuali di decine di persone spesso interessate nel medesimo processo, con sovraccarico di lavoro fra le cancellerie e i CIE spesso lontani, con decine di fax, comunicazioni, errori, etc.

Dall’entrata in vigore della norma che ha istituito questi processi farsa (2009), ben 12.867 per lo più disperati sono costati, peraltro senza aver compiuto alcun fatto materiale di reato, svariate decine di milioni di euro di soldi pubblici letteralmente buttati dalla finestra e sono stati sottratti poliziotti, risorse pubbliche, personale giudiziario da incombenze più meritevoli. Anche questo è un fatto incontestabile e che va tenuto bene in mente da chi vuole formarsi un’opinione scevra da condizionamenti di tipo ideologico.

 

C) INGIUSTA; questo è l’aspetto più delicato e che non ha a che vedere con dati e numeri oggettivi, ma con la sensibilità personale, con il grado di coscienza e di conoscenza dei principi di diritto, nazionali ed internazionali, ed è oggettivamente più soggetto a possibili strumentalizzazioni politiche ed ideologiche ed anche a ragionamenti “di pancia”.

Il punire con sanzione penale il comportamento di chi, senza aver offeso concretamente un bene giuridico meritevole di tutela secondo i principi fondanti il nostro Ordinamento giuridico, semplicemente mette un piede sul territorio italiano è (anche a parere del sottoscritto come cittadino ed avvocato, ancor prima che come parlamentare) una stortura ed un fatto alquanto opinabile, in presenza di altri strumenti già esistenti che regolano le espulsioni di chi non è “regolare” secondo le leggi vigenti italiane. Criminalizzare mere condizioni personali è una scelta infelice dal punto di vista giuridico (come Giuristi ben più autorevoli del sottoscritto hanno più volte ricordato, v. Onida, Rodotà, Zagrebelsky) e diciamo “fortemente dubitabile” dal punto di vista UMANO. I recenti fatti tragici siciliani mettono alla luce l’assurdità della norma incriminatrice che IMPONE alle Procure l’apertura di procedimenti penali anche a carico di chi è sopravvissuto a tragedie immense e che magari, dopo aver galleggiato fra cadaveri di compagni di viaggio, a breve dovrà “difendersi” come imputato davanti ad un Giudice italiano per un reato di cui francamente ciascuno di noi credo possa percepire l’inconsistenza concreta. Ma, come detto, questo aspetto è opinabile, certamente fra i nostri connazionali (potenziali elettori o no del M5S…..) ci sarà qualcuno che per formazione culturale o cecità ideologica, lascerebbe tranquillamente morire di fame i sopravvissuti, così come c’è chi dedica la propria vita per gli altri ed impiega energie e tempo per aiutare gli ultimi ed i più deboli, senza badare alla nazionalità, colore della pelle, credo religioso, etc.

Personalmente mi sono sempre trovato più a mio agio fra questa seconda categoria di persone.

 

GENESI DELL’EMENDAMENTO BUCCARELLA-CIOFFI

In Commissione Giustizia del Senato nel luglio scorso, proveniente da un testo già approvato dalla Camera, è pervenuto un disegno di legge in tema di “Delega al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e disposizioni in materia di sospensione del procedimento con messa alla prova e nei confronti degli irreperibili”(DDL n. 925 e riunito ad altri come il ddl 110 in tema di depenalizzazioni). In pratica si tratta di depenalizzazioni e dell’introduzione nel giudizio penale ordinario dell’istituto della “messa alla prova”, già conosciuto nel rito penale minorile.Il compito dei membri delle Commissioni è quello di analizzare il testo dei disegni di legge e cercare di apportare modifiche migliorative e noialtri 5 Stelle, sempre con spirito pragmatico e non ideologico, cerchiamo di fare al meglio il nostro lavoro, aiutati anche dall’ufficio legislativo del nostro gruppo parlamentare, anche quando si affrontano tematiche ovviamente non comprese nel Programma del Movimento, mettendo a disposizione le nostre competenze personali, quando ci sono nel singolo caso di specie e, va ricordato, senza aver la possibilità, ad oggi, di disporre di uno strumento di consultazione con gli attivisti iscritti sulle singole scelte da prendere (migliaia, ad oggi, nel lavoro di ciascun parlamentare nella propria Commissione).

 

Il collega cittadino senatore Andrea Cioffi (che non fa parte della Commissione Giustizia ma che per esperienze personali ha maturato una certa sensibilità sulla tematica dell’immigrazione) presenta nel termine di fine luglio un emendamento abrogativo dell’art. 10 bis, come norma da espungere dal nostro ordinamento per le medesime considerazioni svolte sopra.

Proprio perchè quella norma aveva per il sottoscritto una valenza particolare ed era stata oggetto di studio nella difesa tecnica in tanti processi contro extracomunitari e per la quale avevo sollevato più volte davanti ai Giudici di Pace salentini la rimessione della norma alla verifica di legittimità costituzionale ed innanzi alla Corte Europea in tema di diritti dell’Uomo, anche in virtù della giurisprudenza ed attività difensiva che anche dalle aule giudiziarie salentine altri operatori del Diritto stavano svolgendo nel tempo, eccezionalmente chiedevo ad Andrea, che era stato più veloce di me nel sottoporre l’emendamento al nostro ufficio legislativo, di concedermi la prima firma all’emendamento. Con grande generosità Andrea Cioffi lo faceva e di questo ho avuto modo di ringraziarlo privatamente e poi pubblicamente nella riunione dei colleghi del Senato del 7 ottobre u.s. e da ultimo nella riunione congiunta dei parlamentari 5 Stelle di Camera e Senato del 10 ottobre u.s.

 

L’emendamento, quindi, è stato presentato negli uffici della Commissione Giustizia il 26 Luglio 2013, insieme a decine di altri, nell’ambito di un DDL relativo alle depenalizzazioni.

Vedere qui l’elenco degli emendamenti, come sono arrivati in Commissione Giustizia:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=ListEmendc&leg=17&id=41545All’epoca della proposizione di quegli emendamenti dobbiamo dire che non avremmo certo scommesso che alcuni di essi (come il 1.0.100/5 Buccarella-Cioffi !), potessero da lì a pochi mesi essere approvati dalla maggior parte dei membri della Commissione Giustizia, ma probabilmente i fatti tragici lampedusani, in coincidenza con l’esame ed il voto in Commissione avvenuto proprio nella prima settimana di ottobre, hanno reso possibile il quasi impensabile, con ogni conseguenza, compresa quella assolutamente imprevedibile che quelle due righe sarebbero diventate un terremoto (come sembra essere mentre scrivo queste righe) per il Movimento 5 Stelle…:-(

 

LA CONDIVISIONE DELL’EMENDAMENTO

 Come ormai evidente a tutti, nel lavoro quotidiano che svolgiamo nelle commissioni parlamentari, siamo chiamati a fare scelte (talvolta immediate, come sul voto da dare in commissione o in Aula ad un emendamento proposto da altre forze politiche sulle materie più disparate), senza aver il conforto di una posizione programmatica già definita ed utilizzando solo la nostra coscienza e competenza, mantenendo lo spirito del Movimento votato alla pragmaticità, al rifiuto delle posizioni pregiudiziali ideologiche, ispirandoci a quello che riteniamo più utile ai cittadini e non alla Casta nell’ottica della tutela della trasparenza, della legalità, della tutela dell’ambiente e della salute, delle risposte virtuose per la crescita effettiva del Paese, delle soluzioni migliori e non piegate alle ragioni dell’interesse di pochi in tema di rifiuti, economia, idea di futuro, avendo tutti condiviso la “formazione” -per molti  pluriennale- del “messaggio” di Beppe Grillo e condividendo il Programma del Movimento.Spero a questo punto sia chiaro che lo spirito con cui l’emendamento abrogativo fu proposto era quello di una scelta pragmatica, lontana dall’emozione delle tragedie sui mari e da ogni posizione “ideologica” in tema di immigrazione perchè, come spiegato, la norma non ha alcun effetto concreto, è solo uno specchietto per le allodole per chi ancora riesce a farsi trascinare dal dibattito DEMAGOGICO RELATIVO ALL’IMMIGRAZIONE.In altri termini, ho pensato, abbiamo pensato mesi fa, in tutta sincerità e buona fede, di fare una cosa “utile”.Poichè, però sono ed ero ben consapevole che l’emendamento avrebbe potuto avere una portata (NON CONCRETA SULLE ESPULSIONI) nella guerra politica che si svolge contro il Movimento 5 Stelle e sempre prima del voto in Commissione, ho voluto condividere con i colleghi del Senato la notizia relativa alla discussione ed il voto che da lì a pochi giorni ci sarebbero stati in Commissione.Così all’assemblea settimanale del Gruppo di lunedì 7 ottobre scorso, in un intervento finale, ho voluto rendere edotti i colleghi del quanto e fortunatamente vi è la verbalizzazione (Grazie, Giuseppe Vacciano per aver recuperato la bozza del verbale d’assemblea) che attesta che sul punto non vi è stata alcuna osservazione contraria (anzi….).

Inoltre la mattina del 9 ottobre, nel corso della conferenza stampa tenuta in Senato con i colleghi della Camera in relazione al piano carceri che il giorno seguente saremmo andati a depositare in Quirinale, trasmessa in diretta sul Blog di Grillo, nel mio intervento, davanti a decine di giornalisti, annunciavo che da lì a poche ore avremmo posto in votazione in Commissione Giustizia i nostri emendamenti in tema di depenalizzazioni.Vedi:http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/10/10/m5s-buccarella-reato-clandestinita-votate-per-cancellarlo-subito/248493/

Qui la conferenza stampa integrale:http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/2013/10/emergenza-carceri-le-proposte-m5s-senza-indulti-e-amnistie-dalle-1130-in-diretta.html

 

Nello stesso Piano Carceri presentato dai membri delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato già nel 5 agosto u.s., dando atto che la popolazione carceraria è composta prevalentemente da immigrati, tossicodipendenti e persone in custodia cautelare (quindi non in virtù di condanne definitive), si riteneva di dover agire sulle leggi che disciplinano l’immigrazione la tossicodipendenza….con una “necessaria revisione delle leggi attraverso la depenalizzazione di reati meno gravi”.

 

IL VOTO IN COMMISSIONE

Nel pomeriggio del 9 ottobre scorso, quindi, con l’inaspettato parere favorevole all’emendamento da parte del Relatore (sen. Casson) e del rappresentante del Governo, la maggioranza dei membri della Commissione Giustizia del Senato approva l’emendamento (voto dei quattro membri M5S, del PD, uno di Sel, di Scelta Civica, di Autonomie e di GAL, contrari pare tutti quelli del PdL e quello della Lega).

Per la cronaca, nella stessa seduta passa anche un nostro emendamento poi riunito ad uno del PD per l’esclusione della depenalizzazione per i reati relativi al gioco d’azzardo e le scommesse (1.0.100/8) ed un terzo (1.0.100/56).

A fine Commissione siamo esaltati….è passato il ns. emendamento e lo viviamo come una vittoria storica, un’ottima occasione in cui siamo stati più bravi di altri che della tematiche sull’immigrazione ci costruiscono carriere politiche, una situazione dove il Governo sembra potersi spaccare…

Complimenti e congratulazioni dai colleghi pentastellati di Camera e Senato che vengono a conoscenza del fatto…

 

E’ bene ricordare che, allo stato, l’iter per l’eventuale approvazione della disposizione abrogativa è ancora lungo…il ddl dovrà venire per il voto in Aula al Senato e poi tornare alla Camera per l’approvazione delle modifiche.

Passeranno mesi, c’è sempre il tempo per meditare, consultare la base con il portale che speriamo arrivi prestissimo, cambiare posizione, persino distruggere il Movimento….:-(

 

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Il seguito è storia magmatica ancora in svolgimento…il post sul Blog di Beppe Grillo della sera del 9 ottobre che volendo richiamare il fatto che noi non se ne facesse una rivendicazione ideologica (l’argomento  immigrati è da sempre utilizzato dalla cd. “sinistra” per rimettere in moto il proprio elettorato su tematiche che ritengono appartenere solo a loro e spesso in maniera “pelosa”), testimonia la posizione del Sindacato di Polizia (di “destra”) che condivideva già da tempo la posizione sull’assurdità della norma abroganda e soprattutto il post a doppia firma Grillo-Casaleggio della mattina del 10 ottobre, doccia gelata non solo per lo scrivente…

Quindi ho osservato una pausa comunicativa totale per non incorrere a mia volta nel rischio di comunicazioni avventate, poco pensate e precipitose che potessere NUOCERE AL MOVIMENTO.

Io sono tranquillissimo ed assolutamente sereno con la mia coscienza e ringrazio i tanti messaggi di appoggio ed incoraggiamento, ma ci tengo a ribadire che la cosa non va assolutamente vista (o almeno, per il bene del Movimento, io NON LA VOGLIO VEDERE COSI’) come una contrapposizione Buccarella c/ Casaleggio o parlamentari c/ Grillo o ancora parlamentari spaccati dal “vertice” ed altre stupidaggini che si leggono in queste ore.

Il post sui “Dottori Stranamore” a me naturalmente non è piaciuto, è stato a mio modo di vedere uno scivolone, un errore strategico e comunicativo enorme, ma confido che la ragionevolezza ed il dialogo diretto e guardandosi negli occhi con Grillo e Casaleggio che tutti i parlamentari hanno auspicato al termine della riunione congiunta di giovedì sera scorso, possa farci superare, tutti insieme, questi momenti difficili…e poi, come sempre, io sono disposto a cambiare idea se mi si convince con il ragionamento e stimo sempre l’interlocutore che sia disposto a fare altrettanto…

 

Il Portale che sicuramente arriverà presto aiuterà noi parlamentari nel lavoro che svolgiamo a Roma, scaricandoci anche da responsabilità enormi che siamo costretti ad assumerci nel lavoro “nascosto” delle Commissioni e darà finalmente voce diretta agli iscritti, agli attivisti, ai cittadini.

Cari Beppe e Gianroberto, spero di incontrarvi presto, insieme a tutti i colleghi Cittadini in Parlamento…a parlar del futuro ed a riveder le Stelle… ”

Maurizio Buccarella

 

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