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Una Tv5Stelle sul satellite.. Prove tecniche di trasmissione

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Una Tv5Stelle sul satellite.. Prove tecniche di trasmissione

“Siamo ad un tipping point” ha affermato Gianroberto
Casaleggio a Cernobbio, durante il Workshop
Ambrosetti. Il punto di non ritorno cui si riferiva,
naturalmente, è il processo di trasformazione sociale
dovuto ad internet. Se è vero che negli Stati Uniti il
tempo medio passato su internet ha superato quello
trascorso davanti alla TV, certamente è altrettanto vero
che in Italia la situazione appare ben diversa: la
stragrande maggioranza dei cittadini s’informa ancora
attraverso la classica TV, perché permangono larghe
fasce di popolazione che non sanno usare internet
oppure non dispongono di alcuna connessione nelle loro
case. Pertanto, nel nostro Paese, la televisione ed i
giornali sono tuttora gli strumenti del Potere: le idee delle
classi dominanti vengono diffuse dai massmedia ed
automaticamente diventano le idee dominanti.
Il Movimento 5 Stelle, dal 26 febbraio ad oggi, ha subito
una guerra mediatica senza precedenti: le censure, i
travisamenti, le ridicolizzazioni, le mistificazioni non si
contano! Ogni giorno i vari canali televisivi, pubblici e
privati, hanno gettato “fango” sul Movimento, cercando
anche, spessissimo, di seminare zizzania al suo interno.
Non c’è, quindi, da meravigliarsi se una piccola
percentuale dell’elettorato a 5 Stelle, forse, ha cambiato
idea: chi non ha gli strumenti, intellettuali ma anche
pratici, per controllare la veridicità delle notizie che riceve
dai media, soccombe e subisce il classico lavaggio del Quello che proprio non si riesce a comprendere, a
questo punto, e’ la passività del M5S: perché non si è
fatta valere la par condicio? Perché subire, invece di
pretendere un “equal time” in ogni programma
televisivo? La legge n. 28 del 2000 reca disposizioni per
la parità di accesso ai mezzi d’informazione durante le
campagne elettorali e referendarie e per la
comunicazione politica. Quindi, anche ora, che non
siamo in campagna elettorale, la par condicio va
rispettata. Quante volte abbiamo visto tg in cui veniva
intervistato uno del PD, poi uno del PDL e poi basta? E
l’opposizione? Zero su zero! Ma vi sembra giusto? Vi
pare che la legge sulla par condicio sia rispettata? A me
no.
Proprio per cercare di far guadagnare maggiore spazio in
Tv alle idee del Movimento, quest’estate un gruppo di attivisti
ha lavorato molto ad un progetto
per un canale satellitare in cui trasmettere video del
M5S: già nel mese di agosto sono iniziate le prove
tecniche di trasmissione, che stanno proseguendo. Se
siete abbonati a SKY, potete vedere questi video dalle
ore 23,00 alla mezzanotte sul canale 922 della
piattaforma SKY. Se invece non siete abbonati a SKY,
ma avete una parabola satellitare con decoder (standard
S2), potete cercare Challenger TV fra i vari canali del
satellite Hot Bird. Nei prossimi mesi, la fascia oraria di
trasmissione cambierà e i video saranno trasmessi in
prima serata, dalle ore 20 in poi. L’editore di Challenger
TV, iscritto al Movimento 5 Stelle, ha messo a
disposizione gratuitamente il suo canale in tali fasce orarie.

Questo è quanto, per ciò che riguarda la TV satellitare,
che, tra abbonati a SKY e possessori di parabole per
vedere programmi in chiaro, ha un pubblico potenziale di
circa otto milioni di persone, considerando anche gli
italiani all’estero.
Ovviamente, però, le televisioni più guardate dagli italiani
sono sempre quelle sul digitale terrestre. È per tale
motivo che a luglio ho lanciato una petizione on line
indirizzata a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Al momento siamo in 3584 a chiedere una TV di tipo
comunitario, cioè senza fini di lucro, del M5S.

Il comma 2 dell’articolo 1 della legge n. 223 del 1990 recita: “Il
pluralismo, l’obiettività, la completezza e l’imparzialità
dell’informazione, l’apertura alle diverse opinioni,
tendenze politiche, sociali, culturali e religiose, nel
rispetto delle libertà e dei diritti garantiti dalla
Costituzione, rappresentano i princìpi fondamentali del
sistema radiotelevisivo che si realizza con il concorso di
soggetti pubblici e privati ai sensi della presente legge.”
Condivisibile, vero? Già… Peccato che l’Italia sia,
attualmente, piuttosto “indietro”, come libertà di stampa.

Lo scarso pluralismo nell’informazione, nel nostro Paese,
appare evidente: basti pensare che Mediaset ha ben 5
MUX (Multiplex), corrispondenti a circa 25 canali
televisivi! Senza contare tutti i quotidiani e le radio in FM
che sono controllate, direttamente o indirettamente, dallo
stesso gruppo economico e di potere…
Insomma, così non si può continuare. È in gioco non solo
la libertà di stampa, ma la nostra Democrazia.

Domenica 15 settembre 2013.

Stefania Asplanato

 

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